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Terremoto: il grazie del sindaco di Caldarola alla Municipale di Ravenna e al vicesindaco Fusignan


“Li ricorderò sempre. La loro presenza nel territorio è stata fondamentale e la loro disponibilità, pazienza e grande professionalità hanno fatto la differenza”. Con queste parole e tanta commozione nella voce Luca Giuseppetti, sindaco di Caldarola (Macerata), comune colpito dai terremoti di fine ottobre e inizio novembre, ha ringraziato gli otto agenti della Polizia Municipale di Ravenna inviati nella zona per aiutare gli abitanti: Gian Lorenzo Lazzari, Luigi Faienza, Stefano Bravi, Ilaria Volonà, Fulvio Laghi, Maria Cristina Sintoni, Michelangelo Montefiori e Francesco Caroli. Altri colleghi (Paola Turci e Antonio Borsotti) erano già pronti a partire, ma per il momento la fase di emergenza è rientrata. Giuseppetti è intervenuto telefonicamente a un incontro svoltosi alcuni giorni fa nella sede della Municipale, per fare il punto sulle attività di supporto che la stessa ha svolto nel suo comune, oltre ad altre iniziative spontanee di solidarietà promosse dal corpo di Polizia Municipale nei confronti della popolazione di Caldarola; alcune sono già state realizzate, altre sono in fase di programmazione. Ad ascoltare le parole di Giuseppetti, il cui ringraziamento si è esteso a tutta la Municipale e all’amministrazione comunale, oltre ai dieci agenti citati e a numerosi altri che avevano dato la loro disponibilità a partire, la vicecomandante Alessandra Bagnara e il vicesindaco con delega alla Polizia Municipale Eugenio Fusignani: “Io credo – ha detto Fusignani - che quando succedono eventi calamitosi di questa portata sia assolutamente naturale intervenire a supporto delle popolazioni; e le azioni nei territori colpiti non sono tanto un atto dovuto quanto un’espressione di fraterna solidarietà, compiuta da uomini e donne appartenenti a corpi specializzati, come in questo caso, i cui risultati sono ancora più apprezzabili perché al cuore del volontariato si aggiungono il senso di responsabilità della divisa che si indossa e la professionalità che c’è alle spalle. Ringrazio tutti i nostri agenti: quelli che sono stati a Caldarola, i numerosissimi che avevano dato la loro disponibilità ad andare e quelli che hanno dato vita ad iniziative di raccolta fondi a favore della comunità marchigiana. Auspico, come ho detto al sindaco Giuseppetti, che il legame tra Ravenna e Caldarola possa consolidarsi sempre di più”. Dal 5 gennaio al 3 febbraio, con turni di una settimana, gli agenti, sotto il coordinamento della Regione Emilia-Romagna e della Polizia Municipale locale, hanno assistito i terremotati, collaborato alla vigilanza, effettuato sopralluoghi nelle aree danneggiate. Per tutti, che hanno a loro volta ringraziato il sindaco di Caldarola con un lungo applauso, il ricordo di quei giorni è ancora vivissimo. Gian Lorenzo Lazzari porterà sempre questa esperienza dentro di sé: “Abbiamo aiutato per quanto possibile persone che si trovano a dover affrontare un periodo molto difficile della propria esistenza. Il centro storico è pressoché disabitato poiché circa la metà degli abitanti di Caldarola ha la propria casa dichiarata inagibile ed è costretta a vivere da parenti o nelle strutture alberghiere della riviera e molti servizi sono organizzati in container”. Durante la settimana che ha trascorso a Caldarola Maria Cristina Sintoni ha acquisito piena consapevolezza “di quanto siano piccole le difficoltà che ogni giorno viviamo, e alle quali diamo invece così tanta importanza, in confronto ai problemi che sta affrontando la popolazione di Caldarola. Non dimenticherò mai i bambini, che quando uscivano da scuola ci ringraziavano. Quando li abbiamo lasciati abbiamo anche pianto”. A Fulvio Laghi viene invece in mente la “tantissima neve spalata. Abbiamo liberato alcune abitazioni dove c’erano donne che da alcuni giorni non riuscivano a uscire di casa. Abbiamo recuperato diversi animali da reddito che vagavano per le strade, recuperato animali selvatici sbranati dai lupi che si erano avvicinati al centro abitato, verificato che nelle case che la gente aveva dovuto lasciare non venissero compiute azioni di sciacallaggio”.


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